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Il PFM racconta...

In questo periodo di quarantena le attività del Percorso di Formazione alla Mondialità sono state purtroppo sospese e per quest'anno le consuete esperienze estive che coinvolgono tanti volontari e volontarie non potranno realizzarsi. Ma essere volontari può assumere qualsiasi forma quando c'è la sostanza! Il nostro obiettivo è quello di creare coscienza critica sui problemi del mondo ed educare ai valori di giustizia, solidarietà e rispetto della diversità. Per questa ragione abbiamo scelto di dare voce a tutte quelle persone che in questi anni abbiamo incontrato raccontandovi la loro situazione attuale, come stanno affrontando la sfide di una pandemia globale e qual è la loro percezione dei bisogni attuali nelle loro comunità.

Abbiamo chiesto ai nostri partner nei Paesi del Sud del Mondo di raccontarci come stanno vivendo questo periodo attraverso delle immagini o dei contenuti video che vogliamo condividere con voi!

"Am at job but with fear cause of virus"

Il virus è arrivato in Rwanda verso la fine di marzo. Il rimedio previsto dallo Stato è stato il lockdown per tutto il mese di aprile.

La preghiera e la fede hanno aiutato molti rwandesi ad affrontare questa catastrofica situazione.

"Things are in control, we hope that after two weeks quarantine will reach on the end here.

We are locked at home too".

Con gli inizi di maggio e la fine del lockdown, il Rwanda vede 127 nuovi casi di positività al virus, ma nessun caso grave. A Nyanza nessun caso di positività.

- Testimonianza di un giovane rwandese - 

Thomas Masosa - Manenga (RDC) - scuola St. Gabriel

Beatrice, responsabile del progetto "Wihogora! La casa del sorriso" - Nyanza (Rwanda)

"Le visite sono interrotte ma si continua a ricevere chi ha bisogno. Le giornate sono dense, i bambini sono tanti ed occorre tenerli occupati, non siamo confinati ma usciamo solo per lo stretto necessario ... fuori il virus avanza, vengono fatti i test ma tanti malati non vanno in ospedale quindi i dati ufficiali non sono attendibili.
In alcune zone si distribuiscono dei mezzi sacchetti di mais, è già una conquista. I morti accertati sono pochi, ma l’età è nettamente inferiore a quella generale.
Questo è l’appello inviato dal corpo infermieri/medici del Togo: non siamo dio! aiutateci permettendoci di salvare delle vite senza compromettere la nostra. proteggeteci!

Questo la dice lunga su come sono equipaggiati per affrontare i malati Covid."

- Suor Elisabetta Castiglioni, responsabile del Village de la Joie, Atakpame, Togo - 

Padre Vlastio - Nyanza (Rwanda) - centro Sant'Antonio

Padre Vlastio - Nyanza (Rwanda) - centro Sant'Antonio

"Per ora la situazione si sta controllando grazie alle misure che sono state prese. Non abbiamo attività con bambini, le lezioni e le nostre attività sono state sospese dal 13 marzo. In ogni caso, stiamo accompagnando le famiglie mantenendo i contatti telefonicamente e con incontri faccia a faccia nelle situazioni più complicate. Stiamo inoltre distribuendo settimanalmente molti confezioni di alimenti per le famiglie con cui lavoriamo e altre del barrio, il che ha comportato un intenso lavoro per organizzare le distribuzioni e ottenere risorse attraverso donazioni. È necessario perché, come già sapete, ci sono molte famiglie che non hanno un lavoro e sono in estrema povertà.
Il coronavirus non ha ancora raggiunto questa parte della popolazione, ma quando lo farà, quanto più forti saranno le loro difese, tanto meglio sarà (questo è ciò che i medici ci hanno detto)."



-Operatrice centri educativi Salesiani - Montevideo, Uruguay -

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