Un aggiornamento sul Rwanda

Il Rwanda si trova in questi mesi di fronte alla terza tornata elettorale dopo i tristi eventi del 1994, le altre due si sono tenute nel 2003 e nel 2010. Entrambe le elezioni sono state vinte dal presidente Paul Kagame e dal suo partito, il Front Patriotique Rwandais (FPR). Questo sarà un appuntamento importante, non tanto per l’attesa dell’esito, che appare piuttosto scontato, quanto per il percorso che ha condotto il Paese a questa tornata elettorale e utile per riflettere sullo stato della democrazia rwandese.

Kagame avrà la possibilità di ricandidarsi grazie ad un referendum nel quale 6 milioni di cittadini rwandesi – il 98% dei votanti – il 18 dicembre 2015 hanno votato per modificare quella costituzione nata da un faticoso e complesso percorso di pacificazione negli corso degli anni successivi al 1994. Era infatti previsto dalla carta costituzionale che un presidente potesse restare in carica soltanto per due mandati, già effettuati da Kagame, ma con la modifica alla costituzione l’attuale presidente potrà restare in carica potenzialmente fino al 2034.

Tra gli avversari di Kagame si è distinta finora Diane Shima Rwigara, 35 anni, laureata in economia e finanza all’Università della California di Sacramento e con un master in contabilità conseguito a San Francisco. Diane è la figlia di Assinapol Rwigara, un noto imprenditore e membro del FPR, morto nel febbraio 2015 in un incidente. Diane Rwigara ha iniziato la propria campagna elettorale parlando di fame, povertà e disuguaglianza, sostenendo che “nessun altro sembra avere la volontà di parlarne”.

La donna ha inoltre parlato della mancanza di libertà di stampa ed espressione, sottolineando che i media principali non sono abbastanza critici nei confronti del governo, e anzi coloro che hanno provato ad avanzare delle critiche sono finiti nei guai, aggiungendo che “la maggior parte dei rwandesi è a conoscenza di questo ma non ne parlano perché hanno paura”.

La candidata in ogni caso non sembra in grado di competere per la presidenza dato il largo consenso popolare di cui gode Kagame e gli importanti risultati raggiunti durante i suoi mandati dal punto di vista dell’innovazione e della modernizzazione del Paese.

Ultimamente il governo ha avviato una collaborazione con Microsoft riguardo all’educazione digitale. È un tipo di educazione basata sull’utilizzo del computer e della rete che, come hanno dimostrato diversi studi, accrescerebbe le capacità critiche degli studenti. L’obiettivo è avere due “classi smart” per ogni scuola del paese e la digitalizzazione di tutte le materie.

Si registra un interessante progetto anche nel campo delle infrastrutture. Il ministro James Musoni ha dichiarato che verrà stanziato un fondo al fine di permettere l’acquisto di una casa ai cittadini dai salari più bassi.

Il fondo, che dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 250 milioni di dollari, potrà essere usato per l’apertura di un mutuo a basso interesse o direttamente per la costruzione di una casa da parte di privati.

Leave a Reply