Viva la vita!!

Sono passati sei mesi, praticamente metà del percorso. Si dice che non si dovrebbe pensare alla fine di un’esperienza quando ancora la si sta svolgendo, per me però risulta inevitabile farlo. Ogni sera prima di addormentarmi pensare che fra pochi mesi dovrò lasciare questi bambini e bambine, ragazzi e ragazze mi riempie di tristezza. Sono entrati energicamente nel mio cuore e l’affetto che provo per loro è difficile da spiegare a parole. Chiaramente ci sono stati momenti molto complicati, dove mi travolgeva l’emotività e riflettevo -ingenuamente e per l’ennesima volta- su come sia possibile che esista in questo mondo una così grande, enorme ingiustizia. Vorresti smuovere mare e monti per risolvere situazioni complicate e vorresti che la soluzione arrivasse subito, perché non accetti che dei giovani vivano in condizioni così critiche, ma in breve tempo ho capito che non sarà la risposta a questa domanda a risolvere la situazione OGGI, QUI, ORA. Aires Puros ogni giorno accoglie bambini e adolescenti di un quartiere non semplice e l’obiettivo è che questi giovani quando attraversano quel cancello azzurro abbiano uno spazio tutto loro, dove sentirsi al sicuro, dove poter giocare, studiare, chiacchierare, imparare, ridere… ma anche piangere, arrabbiarsi, sfogarsi e cercare aiuto; è davvero incredibile vedere come si instaurano i rapporti, dove la fiducia che il giovane ripone in te è tutto. La paura di sbagliare è grande, l’ho provata molto spesso e mettersi completamente in gioco, soprattutto a livello emotivo, non è stato semplice perché, come dicono qui, se mueven cosas dentro de ti che non vorresti si “muovessero”. Non sei pronto, non vuoi, non è il momento, non accetti di affrontarle adesso perché vuoi dedicare tutte le tue energie a loro, ma si muovono e non puoi fare niente. Io, personalmente, sto piano piano imparando ad accoglierle, affrontarle e poi lasciarle andare.

Ogni giorno è un’avventura, l’arrivo dei piccoli è un abbraccio, un bacio continuo…il momento dei compiti è impegnativo -G scritte al contrario, S al posto delle Z, 2+2=10-, ma bellissimo…il loro sorriso -quando scrivono la G nel verso giusto, quando mettono la Z esattamente al posto della Z e quando 2+2 torna a fare 4- occupa tutto il loro piccolo viso. Però, ovviamente senza nulla togliere all’importanza della parte scolastica, il bello arriva nel momento delle attività e nel momento del recreo. Due volte alla settimana facciamo un po’ di yoga e ci trasformiamo in farfalle, rane, guerrieri, ballerini, campane, cobra…terminando con una parte di rilassamento che ci porta a essere acqua, vento, aria, stelle, nuvole…la fantasia insieme a loro viaggia ad altissima velocità. Il recreo è il momento in cui danno sfogo a tutte le loro energie, sono pura VITA, ed è entusiasmante vedere vivere la vita…tra un salto alla corda, un ballo, un disegno, capriole nel prato torni bambino anche tu. Ridi insieme a loro…si raccontano attraverso l’ingenuità della loro condizione di bambino.

Diversamente, rapportarsi con gli adolescenti è stato un po’ più difficile, una bellissima sfida. Loro sono piccoli adulti, sono stati obbligati a raggiungere un livello di autonomia e indipendenza in un’età molto giovane e davvero mi hanno stupita più di una volta. Le difficoltà sono diverse, la costruzione del rapporto avviene lentamente… ti studiano e si avvicinano in modo differente, può essere una bella chiacchierata ma anche un insulto… Però a un certo punto percepisci che un legame c’è, si è creato. Fra spazi di studio, laboratori, attività, merende, chiacchiere e qualche gita le giornate scorrono.

Molto spesso la sera mi ritrovo ad essere stanchissima, sfinita… ma è una stanchezza dolce, sorridente.

Questa esperienza mi ha dato e mi sta dando tanto, molte cose che all’inizio non comprendevo adesso hanno trovato un senso. Non mancano certamente le giornate no, ma siamo esseri umani ed essendo questo lavoro basato sulle relazioni è inevitabile che le energie di tutti, educatori e educandi, influiscano.

Aires Puros rimarrà nel mio cuore e nella mia mente per molto, molto tempo.

È impegnativo? Sì.

È frustrante? A volte.

È difficile? Molto.

Ne vale la pena? Oggigiorno non c’è sì che direi in modo più convinto.

VIVA LA VITA!

Lucrezia, volontaria in servizio civile presso il centro Aires Puros di Montevideo (Uruguay)