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XVII Settimana di azione contro il razzismo e mobilitazione nazionale Odiare non è uno Sport

Il 21 marzo si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in ricordo del massacro di Sharpeville, cittadina sudafricana che il 21 marzo 1960 fu teatro di una tragedia: la polizia uccise 69 persone che manifestavano pacificamente contro la politica e le leggi razziste emanate dal regime dell’apartheid.

La Settimana d’azione contro il razzismo quest’anno si celebra dal 21 al 27 marzo e per l’occasione l’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha organizzato e promosso una serie di eventi per contribuire a diffondere i sentimenti di solidarietà e uguaglianza.

La Settimana di azione contro il razzismo, è un appuntamento tradizionale non solo per un’Istituzione come l’Unar che svolge un lavoro di prevenzione e sensibilizzazione alla cittadinanza, ma anche per innumerevoli realtà della società civile. Associazioni e organizzazioni, istituti scolastici e istituzioni locali sono i promotori di un intenso calendario di iniziative di informazione, sensibilizzazione e animazione territoriale promosse in tutta Italia.

Nell’ambito del progetto Odiare non è uno Sport (ONES), con l’intento, fra le altre cose, di contrastare fenomeni di razzismo in ambito sportivo, Amici dei Popoli ha collaborato all’organizzazione e partecipato alla realizzazione di un evento di mobilitazione nazionele. Da Roma a Torino, da Padova a Catania, da Cuneo a Milano, passando Rovigo, Gorizia e Verona, numerose le iniziative simboliche e creative che, grazie ai social, hanno coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Amici dei Popoli ha preso parte all’evento da Padova, dove attivisti/e e animatori/rici si  sono ritrovati in via del Portello per dare il proprio contributo per contrastare i discorsi di odio, anche raziale, nel mondo dello sport.

Venerdì 19 marzo in dieci piazze italiane gli attivisti di ONES hanno organizzato azioni dimostrative – nel pieno rispetto delle norme anti-Covid e del distanziamento – per dire no all’hate speech e a ogni forma di discriminazione nello sport.

Il progetto ha preso il via da oltre un anno, durante il quale tutti gli attori coinvolti hanno lavorato per creare maggiore consapevolezza sul fenomeno, coinvolgere giovani e realtà sportive, dar vita a una narrazione positiva dell’inclusione in ambito sportivo, mobilitare e formare giovani attivisti che agissero contro l’odio online, in tutte le sue forme, nelle conversazioni sportive.

Nell’arco di tempo trascorso dall’inizio del progetto, dodici campioni olimpici hanno aderito e portato le loro testimonianze mentre si sono coinvolti attivamente oltre 3000 giovani in tutta Italia, 200 insegnanti, 150 allenatori di società sportive che hanno partecipato alle attività del progetto. In sette regioni, inoltre, sono nate delle squadre anti-odio, gruppi di giovani che, opportunamente formati, si sono attivati per intercettare i discorsi d’odio online sui principali social sportivi e intervenire per smorzare i toni e riportare le conversazioni su un piano corretto.

Per saperne di più, visita il sito dedicato al progetto: Odiare non è uno Sport