Amicizie che non temono barriere

“Il mio esame orale è il 20 alle 15:30. Vieni?”
Con questo invito, così semplice e spontaneo, si è concluso il percorso di facilitazione linguistica con S. Un percorso intrapreso a novembre, proprio all’inizio del mio Servizio Civile e della sua nuova vita qui in Italia. Arrivato dal Togo per ricongiungersi ai genitori, S. è stato fin da subito coinvolto nel progetto di Amici dei Popoli Padova grazie alla segnalazione degli insegnanti, perché trovasse un sostegno nell’apprendimento dell’italiano e nell’inserimento sociale all’interno del quartiere Arcella.
Il primo giorno, fremevo all’idea di incontrarlo. Nel tragitto dall’ufficio alle aule di facilitazione, camminavo insieme a mille domande: riusciremo mai a comunicare? Gli sarò simpatica? Quali saranno le sue aspettative? Ma, soprattutto, sarò davvero in grado di aiutarlo?
Dopo sette mesi di compiti, tesine, esercizi di italiano, giochi e partite a calcio, incomprensioni, delusioni, risate e chiacchierate, non sono ancora riuscita a rispondere a quelle domande iniziali. S. ha superato gli esami di terza media al meglio delle sue possibilità e ora si sta godendo la sua prima estate italiana, nell’attesa di iniziare le superiori. Ha scelto – con un certo orgoglio – di iscriversi all’Istituto Tecnico, indirizzo meccanico.
È difficile stimare quanto il mio impegno abbia contribuito al suo rendimento scolastico o alla sua capacità di relazionarsi con i compagni di classe e gli insegnanti. Mi piace pensare di essere stata inutile, perché, in verità, il merito è tutto suo, del suo essere coraggioso, determinato e ambizioso. Mai un’assenza, mai un “non ho voglia”, ma spesso e volentieri un “dai, andiamo avanti!”. Da parte mia, molto banalmente, c’è sempre stato l’incoraggiamento a crederci ancora e ancora, oltre qualsiasi ostacolo.
Alla fine di tutto, ciò che resta è la relazione, frutto di un incontro unico e irripetibile tra due persone come me e S., che, al di là della differenza anagrafica, linguistica e culturale, sono riuscite a convivere e condividere tanto. Così tanto, che non si può nemmeno raccontare.

Laura, volontaria in Servizio Civile presso la sede di Padova