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CONCLUSIONE DEL PROGETTO “COMMUNITY CARE: SICUREZZA ALIMENTARE ISTRUZIONE DI QUALITÀ PER STUDENTI E STUDENTESSE DI SHELTER CHILDREN’S HOME E PER LA COMUNITÀ DI KAJIADO”

Dopo 12 mesi intensi ed appassionanti, il progetto “COMMUNITY CARE: SICUREZZA ALIMENTARE ISTRUZIONE DI QUALITÀ PER STUDENTI E STUDENTESSE DI SHELTER CHILDREN’S HOME E PER LA COMUNITÀ DI KAJIADO, KENYA” volge al termine. Il progetto ha operato su due binari settoriali paralleli corrispondenti all’ambito educativo e agricolo, per fornire una risposta integrata ai bisogni del centro Shelter Children’s Home e della comunità che vi gravita attorno. In particolare, alcuni risultati tangibili delle attività degli ultimi 12 mesi possono essere facilmente riscontrabili nella costruzione di un’ulteriore aula scolastica, nell’ampliamento dell’orto da 3 a 6 acri, nella distribuzione di orti verticali a centinaia di famiglie vulnerabili e nell’installazione di un impianto di trattamento dell’acqua del pozzo supportato da un’autobotte di 10000 litri.

La contea keniana di Kajiado è un’area riconosciuta come ARAL (Arid and Semi-Arid Land), nella quale gli effetti del cambiamento climatico spaziano da prolungati periodi di siccità all’espansione rapida e incontrollata di inondazioni causate da alluvioni di grande intensità e durata. L’allevamento di bestiame ha storicamente rappresentato la principale fonte di sostentamento per la popolazione locale, ragione per la quale l’instabile reperibilità di approvvigionamento idrico ed il danneggiamento delle infrastrutture locali hanno rappresentato fenomeni estremamente impattanti su molteplici aspetti della vita quotidiana. Alla luce di ciò, fragilità e disuguaglianze già esistenti sono ad alto rischio di amplificarsi ulteriormente, anche attraverso il mancato rispetto e l’aperta violazione di diritti fondamentali. L’abbandono scolastico e l’impiego di bambini e bambine in età scolare da parte dei genitori nella ricerca di cibo e acqua è la manifestazione plastica di questo meccanismo. Per quanto riguarda la centralità della dimensione di genere in tali dinamiche, è importante sottolineare la persistenza di fenomeni che, seppure vietati per legge, continuano a ledere i diritti delle bambine e ragazze, come le modificazioni genitali femminili e i matrimoni infantili. Per queste ragioni, la scuola costituisce un punto di riferimento imprescindibile ed un presidio fondamentale di protezione sociale e sostentamento.

Attraverso un approccio integrato frutto di un’esperienza ultradecennale di cooperazione decentrata e partecipata, Amici dei Popoli ha riscontrato l’interdipendenza dei fenomeni delle disuguaglianze socio-economiche e di genere, che richiedono un intervento sistemico che abbia come bussole gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2 (“Sconfiggere la fame”), 4 (“Garantire un’istruzione di qualità”), 5 (“Raggiungere la parità di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”). A partire dalla presa di coscienza circa la complessità delle criticità presenti nel territorio della contea di Kajiado, il progetto ha avuto luogo nel centro Shelter Children’s Home a Kibiko, che ospita più di 150 bambini e bambine di età compresa tra i 14 mesi ed i 18 anni, e gestisce una scuola in loco aperta anche alla comunità locale. Oltre all’erogazione di curricula scolastici, Shelter Children’s Home fornisce i pasti, i libri di testo ed i materiali didattici necessari. Nell’ottica della costruzione e del consolidamento di comunità resilienti e sostenibili, il Centro dispone di un’area cortiliva attrezzata per la produzione di ortaggi e l’allevamento di pollame.

Per quanto concerne l’ambito prettamente educativo, è stato possibile costruire una ulteriore aula scolastica, permettendo così la creazione di un ulteriore grado scolastico e l’effettivo ampliamento dell’offerta didattica, condizioni necessarie per l’adeguamento al nuovo sistema scolastico keniano. Parallelamente, l’erogazione di sei corsi di formazione ed un workshop rivolti ai quindici docenti della scuola si sono incentrati sulla necessità di garantire maggiori livelli di consapevolezza e conoscenza circa il nuovo curriculum scolastico (Competence-Based Curriculum) e il suo adattamento al contesto e alle complessità dei beneficiari, e l’ampio spettro di metodologie e strumenti didattici utilizzabili in classe. 

Prendendo in esame l’area ‘farm’ come contesto di intervento, il progetto ha portato all’ampliamento dell’orto di ulteriori tre acri, all’implementazione di un sistema di irrigazione a goccia e l’acquisto in dotazione di nuove attrezzature agricole, tutti elementi essenziali per la coltivazione di pomodori. Nell’ottica di un ciclo virtuoso di empowerment e autosostentamento delle comunità locali, queste misure sono state seguite da un ampliamento delle opportunità lavorative occasionali rivolte alla comunità locale, i cui membri hanno preso parte a corsi di formazione applicata per l’accrescimento delle competenze e conoscenze agricole. Continuando con le misure di coinvolgimento della comunità locale, il progetto ha reso possibile la distribuzione di orti verticali per la coltivazione di verdure fresche a 236 famiglie vulnerabili, che hanno beneficiato di un primo supporto tecnico nell’uso degli strumenti in dotazione. Infine, per dare una risposta efficace ed immediata all’instabile natura dell’approvvigionamento idrico locale, un altro risultato tangibile del progetto è stato rappresentato dall’installazione di un impianto di trattamento dell’acqua del pozzo, comprendente un filtro, tre serbatoi, un sistema di tubature. Al fine del raggiungimento delle unità familiari più distanti, questa misura è stata accompagnata dall’acquisto di un’autobotte, che può contenere fino a 10000 litri. 

Diamo un paio di numeri: nel complesso, l’attuazione del progetto “COMMUNITY CARE: SICUREZZA ALIMENTARE ISTRUZIONE DI QUALITÀ PER STUDENTI E STUDENTESSE DI SHELTER CHILDREN’S HOME E PER LA COMUNITÀ DI KAJIADO” fa sì che 300 student* accedano a cibo sicuro e nutriente e godano di pari accesso ad un’istruzione di qualità e che 236 famiglie possano contare su rinnovate competenze e attrezzature agricole per la coltivazione autonoma e sostenibile.

Per tutte queste ragioni, ci teniamo a ringraziare gli enti partner di quest’indimenticabile esperienza, ossia Combo Società Cooperativa, One World One Future Trust, Shelter Children’s Home, che hanno operato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

Per avere una maggiore comprensione delle iniziative del progetto e dei suoi risultati e per conoscere le opinioni delle persone direttamente coinvolte, vi invitiamo alla visione del video reportage diretto e prodotto dalla regista Martina De Polo di Combo Società Cooperativa.

E ora? Il percorso intrapreso non si esaurisce con la conclusione del progetto. Shelter Children’s Home continua ad accogliere oltre 160 minori, garantendo loro protezione, accesso a cure mediche di base, un’alimentazione adeguata e la possibilità di frequentare la scuola.
Per assicurare la continuità di questi servizi essenziali è fondamentale il contributo di ciascuno: attraverso il sostegno a distanza è possibile affiancare concretamente i bambini e le bambine dello Shelter, sostenendo il loro diritto alla salute, al cibo nutriente e a un’istruzione di qualità.

Attiva il tuo sostegno a distanza e diventa parte di un impegno duraturo per la crescita e il futuro delle nuove generazioni.