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Congresso di Amici dei Popoli

 

Assemblea ordinaria – 27 maggio 2018
Centro Card. Poma – via Mazzoni 6/4 – Bologna

Cari amici,
a ogni Congresso, vi invitiamo caldamente a partecipare: e quindi non è una novità se vi diciamo che vi aspettiamo numerosi e vi preghiamo di non mancare. Questa volta però l’appello alla partecipazione è più caldo e pressante del solito. E per sottolinearlo, riprendiamo una frase di Papa Francesco: “Il restare, il rimanere fedeli implica un’uscita. Paradossalmente, proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli, si cambia”. Da tempo ne parliamo, ma adesso – come componenti del Consiglio Direttivo – sentiamo che è giunto il momento di affrontare le domande sul futuro di Amici dei Popoli, di individuare la nuova strada da percorrere, di cambiare per rimanere fedeli. C’è bisogno di rinnovamento, di passaggio di testimone: non possiamo ripercorrere uno stesso itinerario, ripetere le stesse parole con il medesimo linguaggio, portare avanti le stesse esperienze con le medesime metodologie. Occorre costruire le condizioni per garantire il futuro. E dobbiamo farlo tutti assieme, assumendo ciascuno la propria fetta di responsabilità. Ascoltiamo un altro testimone e maestro: “Volevo scrivere sulla porta “I don’t care più”, ma invece me ne care ancora molto” (Don Lorenzo Milani). Chi ha davvero “a cuore” Amici dei Popoli, non faccia mancare il suo contributo.

 

Il Presidente Stefano Carati

Il Segretario Generale Paola Mariani

 

PROGRAMMA

DOMENICA 27/05/2018

 

9:00

– è convocata l’Assemblea Ordinaria dell’ong

– ore 9:00 in prima convocazione accoglienza e adempimenti di segreteria

– ore 9:30 in seconda convocazione.

9:30

– introduzione del Presidente e del Segretario Generale

10:00

– Un futuro per Amici dei Popoli: dialogo “a cuore aperto” e “a ruota libera” tra tutti coloro che hanno “a cuore” la nostra ong

13:00

– pranzo (condividiamo ciò che ognuno porterà)

14:00

– presentazione e votazione del bilancio 2017

– aggiornamenti su attività, progetti, prospettive future

16:30

– conclusione dei lavori.

(Si raccomanda di essere puntuali il programma del Congresso mira alla partecipazione attiva di tutti.)

 

Note organizzative:

 

Come si arriva al Centro Card. Poma

      – dalla STAZIONE: raggiungere in via Indipendenza la fermata dell’Autobus n. 27A in direzione “Piazzale Atleti Azzurri” e scendere alla fermata denominata “Chiesa di S. Lorenzo”. Il Centro Card. Poma è adiacente alla chiesa;

    – dall’AUTOSTRADA: prendere la tangenziale in direzione San Lazzaro di Savena e uscire al n° 12; tenere la destra, percorrere viale Roberto Vighi fino alla rotonda Decorati al Valor Militare, proseguire diritti per viale Sergio Cavina sino alla rotonda Grazia Verenin, girare a destra per viale Roma, proseguire fino alla rotonda Brigata Paracadutisti Folgore, girare a sinistra per via Firenze e poi girare alla prima a destra in via Mazzoni. Il Centro Card. Poma è adiacente alla chiesa di San Lorenzo.

 

Quota di partecipazione: € 10,00

 

La quota associativa è invariata: 20 €. Se desideri associarti e/o rinnovare la quota associativa per quest’anno, potrai farlo durante il congresso.

Per poter organizzare nel migliore dei modi i lavori del Congresso si prega di confermare la propria partecipazione alla Segreteria entro il 20 maggio 2018.

 

Clicca qui per scaricare il pdf.

 

Un futuro per Amici dei Popoli. Amici dei Popoli non è soltanto un gruppo, uno strumento per realizzare delle attività e dei progetti. E’ stata (ed è) un’avventura, fatta di entusiasmo e di delusioni, di passione e di fatica, di gioie e di sofferenze, di prossimità e di lontananza. E il fatto che sia così le dà un grande valore, perché di queste cose è fatta la vita. Il cammino di Amici dei Popoli è un pezzo di vita, non è una semplice esperienza tra tante. Per me è stata (ed è) un’occasione privilegiata di ricerca del senso della vita, personale e collettiva, per andare in profondità, per scoprire cos’è una vita veramente umana e umanizzante, per capire qual è il nostro posto nel mondo. Attraverso le relazioni umane e le esperienze vissute grazie ad Amici dei Popoli (quelle positive e quelle conflittuali, quelle arricchenti e quelle dure) ho capito e sperimentato che il senso della vita non può prescindere dalla giustizia, dalla difesa della dignità di ogni persona, dalla ricerca del bene comune, dalla relazione di armonia e di cura con la Terra, dalla costruzione di un mondo profondamente rinnovato, solidale, umanizzato, rispettoso di tutti e aperto a tutti.
Amici dei Popoli ha consentito a tante persone di percorrere questo cammino, ciascuno con il proprio passo, nella libertà di scegliere se e come continuare. Tutto questo, tra alti e bassi, va avanti da quasi 45 anni, con costanza e fedeltà, con tenacia e resilienza, nonostante la crescente fatica di stare dentro a un mondo della cooperazione che cambia continuamente, che (ironia della sorte) è diventato via via sempre più competitivo, assorbendo inesorabilmente le logiche del mercato e mettendo così in difficoltà soprattutto quelle ong che fanno fatica ad accettare che la solidarietà debba passare dal marketing. Non sarebbe stato possibile fare quello che abbiamo fatto (poco o molto che sia) senza mettere in piedi una struttura: non basta un gruppo di amici, non basta l’entusiasmo e lo stare bene assieme, non basta l’arricchimento che ci portiamo a casa dalle esperienze estive o la soddisfazione che proviamo nel portare a termine un progetto: sono componenti essenziali (guai se non ci fossero!), ma non sufficienti. Il cammino di Amici dei Popoli necessita di un gruppo persone che si prendano a cuore la gestione dell’ong e se ne assumano la responsabilità, che sappiano portare energie di rinnovamento e costruire le condizioni per garantire il futuro. Sono in Amici dei Popoli da 36 anni e ci resterò, perché – come ho detto – è un pezzo della mia vita. Ma sento (e con me altri) che il cammino della nostra ong non può essere il ripercorrere uno stesso itinerario. E’ un po’ la stessa situazione che si vive come genitori: a un certo punto, se siamo consapevoli che non dobbiamo essere noi a decidere quale debba essere il futuro dei nostri figli, bisogna che facciamo un passo di lato e li lasciamo liberi, fiduciosi che prenderanno quanto di buono abbiamo donato loro per costruire qualcosa di nuovo. “E’ del mondo che sono figli i figli” canta Francesco De Gregori: e cosa può essere più “del mondo” di Amici dei Popoli, che fa della mondialità e dell’apertura di orizzonti la sua ragione sociale?
Un gruppo di persone ha raccolto il testimone da Don Ferdinando e dai primi “dirigenti” e ha portato avanti l’ong per un nuovo tratto di strada: il percorso compiuto non è stato esattamente quello che i “fondatori” avevano in mente, ma questo ha consentito all’ong di rinnovarsi, di affrontare i cambiamenti della società e della cooperazione, di permettere a tanti giovani di partecipare alle esperienze che hanno formato e arricchito le diverse generazioni di Amici dei Popoli. Sicuramente chi ci ha preceduto ha visto – con un po’ di apprensione, ma credo anche con fiducia ed un po’ di orgoglio – che i “figli” sono stati capaci di portare avanti il cammino, guidando l’ong nella direzione che in cuor loro ritenevano la più giusta. Ora i “figli” di un tempo si sentono ormai “genitori”, ed è il momento del passaggio del testimone. Ora siamo noi che desideriamo vedere – con la stessa apprensione e fiducia – come Amici dei Popoli proseguirà il suo percorso. In concreto, il Consiglio Direttivo in carica concluderà il suo mandato nel 2020: vorremmo impiegare il tempo che ci separa da quella data per passare le “chiavi di casa” a coloro che ne assumeranno la gestione, assieme al patrimonio di competenze ed esperienze che abbiamo maturato. Se per caso qualcuno pensasse di non essere in grado, se considerasse la conduzione di Amici dei Popoli un’impresa troppo grande, rifletta sul fatto che – come si dice – “nessuno nasce imparato”: noi abbiamo avuto gli stessi dubbi e le stesse preoccupazioni, ma nonostante le difficoltà e le tragedie che abbiamo dovuto attraversare, l’ong è andata avanti positivamente, continuando la sua azione di cooperazione e di educazione alla mondialità e arricchendo la vita di tanti. E rifletta sul fatto che in un’epoca in cui sembrano prevalere coloro che vogliono chiudere i confini, è nostro dovere continuare ad aprire orizzonti. La posta in gioco non è tanto il futuro di un’ong, ma il futuro delle nostre comunità.

Amici dei Popoli avrà certamente un futuro, perché è un’esperienza di vita. E la vita non finisce. La vita è l’unico vero miracolo.

Stefano